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arriva il Picocomputer per gli studenti inglesi

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Ne avevo già parlato qualche mese or sono: la BBC, l’ente radiotelevisivo statale del Regno Unito, donerà ad un milione di studenti inglesi del settimo corso (cioé di 11 o 12 anni) un picocomputer specificatamente pensato per stimolare l’interesse nella programmazione e nelle tecnologie informatiche.

Superata la fase di sperimentazione, l’apparecchio è ora pronto per la diffusione, ed è stato presentato ufficialmente con il nome Micro:bit, così come è riportato in questo post della stessa BBC.

Per quanto sia stato già paragonato ad altri prodotti ben noti, come il Raspberry Pi o l’Arduino, in realtà siamo di fronte ad un prodotto pressochè unico, soprattutto a livello concettuale. A partire dalle sue caratteristiche: è basato su un SoC (system on a chip) che incorpora un microprocessore ARM Cortex M0 con 256k di memoria flash, 16k di RAM e un controller Bluetooth. Ha a bordo sia un accelerometro che un magnetometro – entrambi a tre assi , una interfaccia USB ed un connettore di espansione con delle linee di input/output. Molto peculiare sono le interfacce umane: non c’è un collegamento per un monitor, sostituito da una matrice di 25 LED disposti su 5 righe per 5 colonne, e nemmeno una tastiera, rimpiazzata da due piccoli pulsanti (più un terzo di reset).

Se la dotazione di base è sicuramente strettamente legata ai limiti di budget, che una operazione di questa scala sicuramente impone, allo stesso tempo denota chiaramente la destinazione d’uso del picocomputer. La dotazione di interfacce verso altri dispositivi è infatti molto ricca. Cinque linee di I/O sono chiaramente pensate per l’uso sperimentale e quindi costruite in modo da essere utilizzabili con i vecchi connettori a ‘banana’ oppure direttamente con i ‘coccodrilli’: i connettori a morsetto che non mancano mai nei cassetti di ogni sperimentatore elettronico.
Sono poi presenti altre interfacce (GPIO, PWM, analogiche, SPI e I2C), che consentiranno al Micro:bit di interfacciarsi potenzialmente con qualsiasi cosa.
L’alimentazione, che nel prototipo era affidata ad una batteria a bottone, è ora fornita da un pacco di due batterie ministilo (AA) esterne.
Il tutto è ordinatamente disposto su una basetta di soli 4×5 cm.

Può sembrare strano che questa iniziativa nasca da una rete radiotelevisiva, sia pur pubblica, ma non bisogna dimenticare il ruolo educativo che la BBC ha sempre svolto nel Regno Unito, e dal fatto che già negli anni ’80 si era fatta promotrice della produzione di un home computer – il BBC Micro – che ebbe grande diffusione nelle scuole. Le ambizioni del progetto sono chiaramente espresse dalla responsabile della divisione educazione della BBC, Sinead Rocks, che ha affermato che lo scopo del Micro:Bit è di consentire ai giovani di esprimersi digitalmente, (…e…) dato che il Micro:Bit è in grado di connettesi a tutto, dai telefoni mobili ai vasi delle piante ed ai Raspberry-Pi, potrebbe essere per internet delle cose quello che il BBC Micro è stato per l’industria inglese dei giochi per computer.

A differenza di quanto detto al momento della prima presentazione, l’iniziativa non sarà una produzione una tantum dedicata alla sola distribuzione agli alunni. Non solo il Micro:Bit sarà commercializzato, sia nel Regno Unito che nel resto del mondo, entro la fine dell’anno, ma è stato anche detto che c’è l’intenzione di rendere il progetto open hardware.

Il picocomputer sarà programmabile dal web usando un Micro:Bit virtuale su cui sarà possibile testare il funzionamento del programmi, che poi potranno essere trasferiti sul dispositivo fisico. L’ambiente di sviluppo è stato realizzato in collaborazione con Microsoft.

E’ una operazione estremamente importante, che dimostra come in altre nazioni si pensi all’istruzione in modo moderno e diverso. Sviluppare le competenze necessarie alla scrittura di programmi, specie se si opera in un ambiente con risorse limitate, non è solo una esperienza stimolante, ma un punto di discontinuità che può segnare una vita.

Fatto che posso testimoniare io in prima persona.

La foto del titolo è di BBC

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L'autore

Consulente Informatico, blogger, problem solver, radioamatore. Ho iniziato la mia attività nel 1977 sviluppando sistemi di calcolo nell'area energie alternative e rinnovabili e da allora mi sono sempre interressato delle frontiere della tecnologia. Nel 1984 sono stato fra i pionieri delle BBS, i primi servizi telematici pubblici, e l'anno successivo ho portato in Italia Fidonet, la prima rete pubblica mondiale, che ho coordinato sino al 1994. Sono attivamente su Internet agli inizi degli anni 90, Nel 1998 sono stato fra i primi a credere nella convergenza digitale, arricchendo internet con materiale multimediale, come audio e video, anni prima del Web 2.0. Continuo da sempre ad occuparmi di informatica e di tecnologia con un occhio attento al futuro che ci attende. Continuo a lavorare come consulente informatico, con una specifica competenza in sicurezza, reti di comunicazione, sistemi operativi e tecnologie di virtualizzazione.

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