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Traduzione universale

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Nonostante la possibilità di rompere le barriere linguistiche sia da sempre un sogno dell’umanità, sino ad oggi è rimasta confinato negli ambiti della narrativa di fantascienza. Gli annunci delle ultime settimane lascerebbero però sperare che la tecnologia sia veramente arrivata molto vicina a questo traguardo, di valore incommensurabile per una società in cui è possibile comunicare instantaneamente con qualsiasi punto della terra.

E’ indubbio che in questo ambito vi sia una forte competizione in atto. Da un lato Microsoft ha annunciato che a breve renderà disponibile un sistema di traduzione simultanea online per il suo ben noto servizio di videochiamata Skype. A stretto giro è arrivata la risposta di Google, che continuando ad investire sul suo Traduttore, ha dotato la sua applicazione, un traduttore multiformato in tempo reale per il mondo mobile, di nuove ed interessanti funzioni.

C’è da dire che non si tratta di una attività per nulla banale. Per implementare in un sistema informatico la capacità di comprendere la voce, di interpretare il linguaggio umano e riorganizzarne il contenuto in un altro idioma è necessario affrontare e risolvere un mare di sfide. Non c’è quindi da meravigliarsi se i passi in questo settore siano tutto sommato relativamente lenti. Per conoscere le prestazioni del software di Microsoft bisognerà attendere ancora un po’. Vediamo invece come si comporta l’app di Google, a cui sono state recentemente aggiunte nuove funzioni, mirate a semplificarne l’uso quotidiano.

La prima è chiamata Word Lens, e consente di visualizzare una traduzione in tempo reale di quello che è inquadrato dalla camera del nostro smartphone. L’applicazione individua le parole nell’immagine e non solo le traduce, ma cerca anche di restituirle graficamente allo stesso modo dell’originale.

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Word Lens: a sinistra l’originale, a destra quello che appare sullo schermo

La funzione è sicuramente utile per la traduzione immediata di cartelli e segnaletica ed è di uso semplicissimo ed immediato. Basta puntare il nostro smartphone verso il cartello ed attendere che in una manciata di secondi la traduzione si formi sullo schermo. Nell’uso pratico ho però riscontrato che il testo tradotto non solo è significativamente instabile, la traduzione tende a cambiare continuamente, ma che la sua qualità è abbastanza scarsa, anche per messaggi semplici come quello di questo esempio. Cosa che, ovviamente, ne inficia la reale utilizzabilità.

Una funzione ancora più interessante è la possibilità di ottenere al volo una traduzione vocale. Dettando una frase in una lingua il software è in grado in pochi istanti di pronunciarla in un’altra. L’applicazione è sufficientemente smart da essere in grado di capire quale sia la lingua di chi parla: in questo modo è possibile portare avanti delle conversazioni semplicemente parlando ed attendendo la traduzione, come si farebbe in presenza di un intermediario umano.

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Le due finestre in cui si forma la frase in entrambe le lingue

Se usata come ‘ponte’ fra due persone che sono in presenza fisica, il programma compie a dovere il suo compito. Parlando ad un ritmo pacato, con frasi non eccessivamente complesse ed osservando le parole formarsi sullo schermo dello smartphone è possibile svolgere una conversazione sufficientemente fluida. Le prestazioni complessive sono invece ancora del tutto inadeguate per tradurre una conversazione sostenuta a ritmi normali.
Inoltre trovo strano che una applicazione per smartphone con queste potenzialità non sia in grado di tradurre al volo una conversazione telefonica: mi sembrerebbe l’uso ideale di questo tipo di software, che potrebbe essere di grande utilità per due interlocutori di lingua diversa che l’usassero da entrambi i lati.

Una nota molto positiva è che la maggioranza delle funzioni del traduttore di Goggle sono operative anche senza una connessione internet attiva: è infatti sufficiente scaricare la lingua desiderata nella memoria del dispositivo.

Sicuramente il traduttore universale dell’ecosistema di Star Trek, quello che nella foto del titolo mette James T. Kirk e Bones McCoy in condizione di parlare con le razze aliene, rimarrà ancora per un po’ un sogno nel cassetto. La tecnologia comunque avanza e ci consente di portarci dietro, nell’ormai ubiquo smartphone, dei prodotti che, pur non essendo perfetti, sono comunque utili e funzionali.

L’immagine del titolo  è del film Star Trek  IV, rotta verso la Terra © Paramount Pictures

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L'autore

Consulente Informatico, blogger, problem solver, radioamatore. Ho iniziato la mia attività nel 1977 sviluppando sistemi di calcolo nell’area energie alternative e rinnovabili e da allora mi sono sempre interressato delle frontiere della tecnologia. Nel 1984 sono stato fra i pionieri delle BBS, i primi servizi telematici pubblici, e l’anno successivo ho portato in Italia Fidonet, la prima rete pubblica mondiale, che ho coordinato sino al 1994. Sono attivamente su Internet agli inizi degli anni 90, Nel 1998 sono stato fra i primi a credere nella convergenza digitale, arricchendo internet con materiale multimediale, come audio e video, anni prima del Web 2.0. Continuo da sempre ad occuparmi di informatica e di tecnologia con un occhio attento al futuro che ci attende. Continuo a lavorare come consulente informatico, con una specifica competenza in sicurezza, reti di comunicazione, sistemi operativi e tecnologie di virtualizzazione.

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