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25 anni di Linux

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Linux compie oggi 25 anni. Il 25 agosto del ’91 partiva il suo famoso messaggio (inviato, per precisione, alle 20:57:08 CET), in cui lanciava la sua idea:

I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and professional like gnu) for 386(486) AT clones.

Sto realizzando un sistema operativo (gratuito, è solo un hobby e non intende essere esteso e professionale come GNU) per i cloni AT 386(486).

Quel messaggio ha dato vita ad uno dei progetti condivisi più grandi della storia dell’informatica. Grazie alla crescita delle rete internet, che in quegli anni lanciava i suoi primi vagiti, un gran numero di volontari diede il suo contributo alla creazione di un nuovo kernel. Battezzato Linux in onore del suo artefice, avrebbe costituito il nucleo base del nuovo sistema operativo, che ambiva a essere una sorta di clone libero di Unix e dei suoi derivati commerciali.

L’unione con il progetto GNU di Richard Stallman, che aveva pronto buona parte del software di contorno, ma che mancava proprio di un kernel funzionale, ha dato vita a quello che oggi è GNU/Linux (ma che, per molti, rimane semplicemente Linux)

In questi cinque lustri molte cose sono radicalmente cambiate: a partire dalla rete internet, con cui GNU/Linux è in particolare sinergia, e che ha largamente contribuito alla sia diffusione: la stragrande maggioranza dei servizi disponibili via internet (web, email, chat, etc) sono infatti basati su questo sistema operativo.

Allo stesso modo è cambiato anche il modello di sviluppo: pur essendo ancora gratuito, non è più il frutto di un semplice hobby. GNU/Linux è diventato un business serio. Gran parte del suo sviluppo è fatto direttamente da programmatori stipendiati da aziende del settore. D’altro canto la complessità è crescita esponenzialmente, e dalle 150.000 linee di codice della versione 1.0 si è arrivati a circa 17.000.000 delle versioni attuali, per il solo kernel, e manutenere progetti di queste dimensioni non è cosa da poco. Aziende come Red Hat o Canonical, giusto per citare i nomi più conosciuti, se da una parte hanno costruito il loro business sulla diffusione di GNU/Linux, dall’altra hanno contribuito concretamente alla sua evoluzione.

Oggi Linux non si trova più solo nei server (o, con meno frequenza, nei PC): nella cosiddetta versione embedded, cioè integrata direttamente nel dispositivo, è presente in tantissimi dispositivi: sia informatici (come tanti router), ma anche comuni apparati domestici. Smart TV o Top-set box, ma anche frigoriferi o forni, beneficiano dell’efficienza del sistema operativo per fornire funzioni di controllo e di interfacciamento alla rete.

La forza di Linux discende dalle origini, dal suo aderire alla filosofia di Unix, che ha costruito un nuovo modo di pensare, riconducibile al motto ‘keep it simple, stupid’ (fai le cose semplici, stupido). Le regole principali di Unix sono in questa linea: Scrivi programmi che fanno una cosa sola, e bene; Scrivi programmi che possano cooperare; Scrivi programmi che usino file di testo, che è una interfaccia universale.

Grazie a questa filosofia ognuno può configurare il sistema operativo nella maniera che più gli aggrada, perché la modularità consente di aggiungere e togliere pezzi, sostituire un modulo con un altro, mantenendo una totale coerenza di fondo. Ovviamente, come ogni medaglia, anche questa ha un suo rovescio, costituito da una certa complessità del sistema, che mette spesso in soggezione gli utenti non specificatamente formati.

Ovviamente questo può essere un problema per le aziende che vedono in Linux un business economico, e che hanno come finalità quella di allargare il più possibile la base degli utenti. Per tentare di colmare le complessità intrinseche del sistema operativo, con lo scopo di aggredire mercati nuovi, hanno ritenuto necessario riscrivere uno dei componenti base di Linux e di sostituirlo con un prodotto nuovo (peraltro decisamente immaturo). Systemd, questo è il suo nome, rompe buona parte delle regole chiave di Unix, quelle che sino ad ora hanno garantito vita e prosperità ai sistemi operativi Unix-like. Il rischio è quello di ritrovarsi con qualcosa che sotto lo stesso nome ha una sostanza radicalmente diversa da quella a cui siamo stati abituati negli ultimi 25 anni.

Ci sono ovviamente resistenze. Slackware, Devuan, Gentoo, giusto per citare i principali, sono tutte distribuzioni che ripudiano il nuovo componente. Devuan, nel particolare, deriva direttamente da Debian, uno dei prodotti più utilizzati in ambito professionale e che è gestito da una organizzazione no-profit.

Nel frattempo Linux riscuote un interesse inaspettato in quello che sino ad ora era considerato il suo più forte antagonista: Microsoft Windows. L’Aniversary Update di Win 10 in distribuzione in questi giorni integra una sorta di sottosistema Linux integrato, in grado di eseguire direttamente bash, l’interprete di comando tipico del mondo Unix. Qualche mese fa Microsoft ha poi rilasciato in open source il cuore del suo sistema .net per lo sviluppo di applicazioni, proprio per consentirne la portabilità nel mondo Linux, mentre è proprio di queste ore la notizia che powershell, l’interprete di comando avanzato windows, è stato anch’esso rilasciato in open source con le medesime finalità.

Quindi buon compleanno, Linux, ma allo stesso tempo auguri di cuore di proseguire a lungo sulla strada tracciata, senza smarrire la tua rotta.

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L'autore

Consulente Informatico, blogger, problem solver, radioamatore. Ho iniziato la mia attività nel 1977 sviluppando sistemi di calcolo nell'area energie alternative e rinnovabili e da allora mi sono sempre interressato delle frontiere della tecnologia. Nel 1984 sono stato fra i pionieri delle BBS, i primi servizi telematici pubblici, e l'anno successivo ho portato in Italia Fidonet, la prima rete pubblica mondiale, che ho coordinato sino al 1994. Sono attivamente su Internet agli inizi degli anni 90, Nel 1998 sono stato fra i primi a credere nella convergenza digitale, arricchendo internet con materiale multimediale, come audio e video, anni prima del Web 2.0. Continuo da sempre ad occuparmi di informatica e di tecnologia con un occhio attento al futuro che ci attende. Continuo a lavorare come consulente informatico, con una specifica competenza in sicurezza, reti di comunicazione, sistemi operativi e tecnologie di virtualizzazione.

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